NetLex premio Dematté

NetLex tra i finalisti del Premio Claudio Dematté Private Equity of the Year

14 Dicembre 2017
NetLex è stata selezionata tra i finalisti del premio Claudio Dematté Private Equity of the Year promosso da AIFI ed EY, con la partecipazione di Borsa Italiana e la collaborazione di Corriere della Sera, Gruppo 24 Ore e SDA Bocconi

NetLex,la startup che ha realizzato la prima soluzione cloud per il mercato degli avvocati in Italia, è stata selezionata tra i finalisti del premio Claudio Dematté Private Equity of the Year promosso da AIFI ed EY, con la partecipazione di Borsa Italiana e la collaborazione di Corriere della Sera, Gruppo 24 Ore e SDA Bocconi.

La startup del portafoglio di LVenture Group che ha realizzato un’exit a dicembre 2016, è stata inserita tra le 24 operazioni di private equity e venture capital che si contenderanno l’assegnazione del premio che verrà consegnato oggi 14 dicembre.

La Giuria, presieduta da Innocenzo Cipolletta è composta da: Giampio Bracchi, Giovanni Brugnoli, Edoardo De Biasi, Stefano Firpo, Aldo Fumagalli, Marco Gay, Gian Maria Gros-Pietro, Raffaele Jerusalmi, Daniele Manca, Andrea Moltrasio, Angelo Provasoli, Carlo Secchi, Enrico Silva, Andrea Sironi, Giuseppe Soda e Gianmario Verona.

Le tre categorie premiate saranno:

  • Early Stage: investimento in capitale di rischio effettuato nelle prime fasi di vita di un’impresa (comprendente sia le operazioni di seed sia quelle di startup), in cui concorre NetLex;
  • Expansion: investimenti di minoranza finalizzati a sostenere i programmi di sviluppo di imprese esistenti;
  • Buy Out: operazioni di acquisto dell’impresa da parte dei fondi di private equity in affiancamento con il management.

Quest’anno abbiamo avuto il record di candidature,” – ha dichiarato Innocenzo Cipolletta, Presidente di AIFI. – “Questo dimostra come il nostro Paese sia ricco di imprese eterogenee che hanno grandi potenzialità di crescita e internazionalizzazione se supportate e seguite da un partner che può offrire attività manageriale e finanziaria”.

Commenta Enrico Silva, Partner EY responsabile del settore Private EquityUn aspetto delle operazioni candidate quest’anno colpisce particolarmente – ed è un riflesso fedele di ciò che sta avvenendo nel mercato: la netta riduzione dell’holding period delle operazioni, passato da 5 anni a 4 anni rispetto allo scorso anno. I Private Equity stanno ora iniziando a uscire da investimenti effettuati nel periodo in cui i multipli di ingresso erano già in fase di crescita post crisi e ciò ha un riflesso sui ritorni medi che sono (per i buyout) diminuiti da oltre 100% del 2016 a un più “limitato” 47% del 2017. Ciò a conferma di come l’impatto sui ritorni dell’arbitraggio sui multipli sia in netta diminuzione”.